Gli eroi se ne vanno, io resto! E manifesto!

Dalle pagine del blog Social Design Zine (che da oggi si presenta con una nuovissima veste grafica) Mario Piazza ci regala un’interessantissima analisi sulla condizione odierna, sulle possibili sorti, sulla progressiva “trasfigurazione” che il medium comunicativo “manifesto” sta vivendo in questi anni. E lo fa con un articolo dal titolo volutamente provocatorio e allo stesso tempo profetico: “L’ultimo manifesto“.

manifesto

Considerandone il valore ed il potere comunicativo, il manifesto ha seguito negli anni una parabola progressivamente discendente che lo ha portato, di fatto, ad essere oggi quasi completamente inesistente:

“Dopo i fasti dei cartellonisti, oggi celebrati nelle aste antiquarie, possiamo con sufficiente certezza affermare che il manifesto è morto. Scomparso dalle strade, è ormai un oggetto inutile. Non serve più né ai teatri, né alle mostre. Non si usa più per reclamizzare concerti o conferenze. È finito[…]” n.d.r.

E’ tuttavia altrettanto vero il fatto che, mai come oggi assistiamo ad una serie di festival,  concorsi e progetti in cui la progettazione grafica di un manifesto assume un ruolo fondamentale:

“[…] è solo un sintomo, un’avvisaglia della completa trasfigurazione di questo artefatto: da medium comunicativo a spazio autoriflessivo per i grafici. Non serve più a comunicare, serve a pensare. È la palestra per il ragionamento sul fare grafica. È una necessità di fronte alle debolezze del progetto; un mettersi alla prova che pone l’autore a misurarsi con la difficoltà progettuale di uno strumento. Difficoltà che sono oggi le difficoltà sul senso di un mestiere.[…]”n.d.r.

Del resto il progetto Drean!, con la sua iniziale richiesta di progettazione grafica di un manifesto, è la palese conferma di quanto affermato in precedenza. Il manifesto serve a riflettere, a ragionare su un problema, a cercare nuove soluzioni, con lo stesso spirito che anima e permea l’intera cultura del progetto. Un punto di partenza per un viaggio in cui, per una volta, il risultato finale non conta, mentre invece si caricano di significato e di importanza i percorsi ed i processi utilizzati per raggiungerlo.

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