31 Maggio 2008 - 00:19
di DreanTeam | Pubblicato in Hall of Fame | 0 Commenti »
Il 29 aprile scorso è morto, all’età di 102 anni, Albert Hofmann, il padre del dietilamide-25 dell’acido lisergico, meglio noto come LSD. Sintetizzata per la prima volta nel 1938, durante alcuni studi riguardanti alcuni medicinali nel suo laboratorio di Basilea, la sostanza ha trovato utilizzo dapprima in campo medico e terapeutico, diffondendosi poi fra i giovani negli anni sessanta a causa del suo effetto allucinogeno, generando ed influenzando movimenti artisici e culturali che hanno segnato la storia di una generazione.
Attenzione, questo post non vuole assolutemente essere un inno al consumo di alcuna sostanza stupefacente, al contrario affronta la questione analizzando l’aspetto storico, artistico e culturale relativo a tale sostanza.

(nella foto ritratto di Albert Hofmann interpretato dall’artista Alex Grey)
Come ricorda Hofmann nel suo libro “LSD, My problem child”, la prima esperienza con la sostanza avvenne quasi per caso, il 19 aprile 1943, quando, dopo aver assunto 0,5 mg della nuova sostanza sintetizzata, decise di tornare a casa in bicicletta:
“(…) di colpo mi cambia il quadro ottico; vedo per la prima volta; gli oggetti hanno colori abbaglianti. Sto pedalando sempre più veloce, lo spazio intorno a me si allarga, mi inghiotte. I rumori intorno diventano colori, lampi di blu, strisce di rosso… Ho la netta sensazione di essere in un mondo nuovo”.
Quel giorno da allora è celebrato come “Bicycle Day!”
Gli effetti sinestetici e e fortemente psicoattivi dell’LSD diedero forma ai sogni e agli incubi di una generazione, dalla quale nacquero e si diffusero i movimenti pacifisti, gli hippie, il rock psichedelico (dal greco psichè = mente, anima; delòo = rivelare), e, prima ancora influenzò gli artisti della Beat Generation.
“Tempio degli allucinogeni” fu in quegli anni il Fillmore Auditorium di San Francisco, dove “the Doctor” Timothy Leary organizzava dei veri e propri acid test ai quali partecipavano migliaia di ragazzi alla ricerca di di una nuova “dimensione percettiva”.
Lo slogan di Leary era: “Turn on, tune in, drop out” (”Accenditi, sintonizzati, abbandonati”). Accenditi: sveglia la mente, apri le porte della percezione. Sintonizzati: entra in sintonia con l’universo, comprendilo, ascoltalo. Abbandonati: sentiti parte dell’universo e muoviti in esso, con esso.
Bisogna puntualizzare tuttavia che, in anni successivi Hofmann condannò l’idea di Leary di promuovere indiscriminatamente l’utilizzo della LSD, preferendo invece un approccio molto più ponderato ed attento.
Caratteristica la sperimentazione grafica di quegli anni, legata al mondo della psichedelia e, più in particolare della musica rock che trova forma nei poster in serigrafia dei concerti, ad opera di artisti come Stanley Mouse, Alton Kelley, Victor Moscoso e Wes Wilson.
Le influenze dell’LSD investirono ben presto anche i Baronetti di Liverpool; celebri sono i riferimenti che compaiono nel testo di “Lucy in the Sky with Diamonds”, ma anche in “Being for the Benefit of Mr.Kite” (dall’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band) e in “Doctor Robert” (dall’album Revolver).
Mr.Kite e Dr. Robert prendono vita nel recente film/musical Across the Universe, interpretati da Eddie Izzard e Bono Vox.
Per finire vorremmo sottolineare l’importanza psicologico-percettiva attribuita alla sostanza da Aldous Huxley, nel suo storico saggio “Paradiso e inferno:le porte della percezione”. Dello stesso autore vogliamo consigliarvi anche “L’isola” e “Il mondo nuovo”, romanzi che affrontano rispettivamente il tema dell’utopia positiva e della distopia, ma tutto ciò merita un approfondimento a parte…
Alla prossima!